LA TENDA ROSSA v.3

Utente: latendarossa
Il 25 maggio 1928 gli uomini che compongono l'equipaggio del dirigibile Italia finiscono per un incidente sul ghiaccio del polo Nord. Si rifugiano in una tenda, che colorano di rosso per farla risaltare in attesa di soccorsi. Verranno salvati due mesi dopo da un rompighiaccio della marina sovietica. La tenda rossa come rifugio per coloro che hanno i piedi per terra e la testa sulle spalle ma la mente ed il cuore altrove.

Cosa leggo Le mie foto I miei filmati Il mio Tumblrblog

LINK

­ ­ ­ ­
­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­
fior di cactus ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­
­ ­ ­ ­
­ ­ ­ ­
­ ­ ­ ­
­ ­ ­ ­
­ ­ ­ ­
­ ­ ­ ­
­ ­ ­ ­


CERCA NEL BLOG




  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder


visitato *loading* volte


eXTReMe Tracker

online


martedì, 31 marzo 2009
Le lentiggini. Le avevo dimenticate. Ricordavo le mani, bianche, belle mani, la voce, bella voce, pure il sorriso. Ma non le lentiggini. Come avrò fatto a dimenticare le lentiggini?

S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 16:16 | link | commenti (32)
lunedì, 30 marzo 2009

terra dei cachi

S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 17:35 | link | commenti (19)
domenica, 29 marzo 2009
Spostando avanti di un'ora le lancette dei nostri orologi perderemo un'ora di sonno, o almeno così dicono. Una modesta proposta: amo dormire, e ho l'impressione che sarebbe preferibile perdere invece quell'ora nella quale commettiamo sciocchezze, non siamo sinceri con noi stessi, facciamo cose di cui dopo ci pentiremo, sprechiamo insomma la nostra vita, per dirla con Primo Levi, "in meschine gelosie di ufficio, in falsi amori, in timidezze malate, in adempimenti statici e ossessivi".

S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 13:18 | link | commenti (26)
venerdì, 27 marzo 2009
Oggi avrei voluto parlare d'altro: ma ieri è venuto a mancare il mio modem. Per solidarietà chiedo che spegniate per almeno un minuto i vostri modem e router. Lo farete, vero?

S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 10:43 | link | commenti (22)
giovedì, 26 marzo 2009
Caro uomo flessibile, come stai? Sì lo so che non te la passi tanto bene. Ma cerca di capire, uomo flessibile. La flessibilità...la flessibilità va contestualizzata all'interno della congiuntura internazionale particolarmente sfavorevole in un mondo globalizzato nel quale le varie tipologie contrattuali e poi sai il mercato del lavoro e il potere d'acquisto e allora le dinamiche economiche e poi in un'ottica evolutiva e di accrescimento bisogna inquadrare il tutto in un discorso contributivo a lungo termine. È chiaro no? Dai, si tratta solo di piegarsi un pochino. Ancora un altro po'. E che vuoi che sia? Ricordi il detto, no? Mi piego ma non mi spezzo. Ecco, tu non ti spezzi. Mai. Bravo, uomo flessibile, bravo bravo. Sono fiero di te. Io, ad esempio, non sarei mica capace, no. Non posso fare sforzi, ho la lombalgia. Guarda, guarda il certificato. Per fortuna che ci sei tu. Vero che non ti spezzi? Ma no, se sei flessibile, sei flessibile. Lo dice anche il nome. Dopotutto ti è stato chiesto solo di venire incontro alle esigenze del tuo datore di lavoro. E di lavorare più di 8 ore, magari il sabato e nei giorni festivi, di cambiare mansione, se serve, di accettare trasferte anche di lunga durata, o un trasferimento della sede di lavoro, pur avendo casa e una vita relazionale affermata in un altro luogo da diversi anni. E pazienza se poi la cifra che ti viene retribuita non è esattamente quella riportata sulla busta paga. Dai, sono sottigliezze. Uomo flessibile, questo è quello che passa il convento, con tutto il rispetto per il convento. Scusa, che poi: non ti piace? No? Puoi sempre trovare qualcos'altro da fare. E che vuoi che sia. Come ti invidio, uomo flessibile. Anche io, potendo, non me ne starei con le mani in mano. È che non posso fare sforzi, io, ho il certificato...ehi ma mi stai ascoltando? Uomo flessibile, almeno parla, di' qualcosa! Uomo flessibile? Non respira...

S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 10:22 | link | commenti (18)
martedì, 24 marzo 2009
Un giochino che ho letto l'altro giorno da Sabrina: scegli un cantante/gruppo e rispondi alle domande utilizzando esclusivamente titoli delle sue/loro canzoni. Io ho scelto Paolo Conte:

1.Sei maschio o femmina?
Macaco

2. Descriviti.
Un fachiro al cinema

3. Cosa provano le persone quando stanno con te?
Il miglior sorriso della mia faccia

4. Descrivi la tua ultima relazione:
La donna della tua vita

5. Descrivi la tua corrente relazione:
Nessuno mi ama

6. Dove vorresti trovarti ora?
Parigi

7. Come ti senti nei riguardi dell'amore?
Molto lontano

8. Com'è la tua vita?
Fuga all'inglese

9. Che cosa chiederesti se avessi a disposizione un solo desiderio?
Gelato al limon

10. Di' qualcosa di saggio...
I giardini pensili hanno fatto il loro tempo

Nomino tutti coloro che a loro volta hanno voglia di cimentarvisivici.

S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 10:59 | link | commenti (27)
lunedì, 23 marzo 2009
Herman Melville in Moby Dick o la Balena, Einaudi [la traduzione è di Cesare Pavese] ad un certo punto spiega la distinzione, in uso tra i marinai, tra pesce legato e pesce libero. Un pesce legato appartiene a qualcuno, e tecnicamente è contrassegnato da un simbolo di possesso "purché la parte che l'ha contrassegnato dimostri chiaramente di sapere, in qualunque momento, accostarselo, e inoltre la sua intenzione di fare ciò". Il pesce libero, per definizione, non appartiene a nessuno. Prima che Colombo vi piantasse la bandiera della Spagna "allo scopo di contrassegnarla per i suoi regali padroni" l'America, spiega Melville, era un pesce libero. E noi? Siamo pesci legati o pesci liberi? Né l'uno né l'altro o, se preferite, entrambe le cose, insieme. Melville conclude dicendo: "E tu, lettore, che altro sei se non un Pesce Libero e un Pesce Legato insieme?"

S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 09:19 | link | commenti (18)
sabato, 21 marzo 2009

L'anno dovrebbe cominciare il ventun marzo

Manuel Vázquez Montalbán

S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 12:58 | link | commenti (20)
giovedì, 19 marzo 2009
Ieri è passato a salutarci lo studente Erasmus proveniente da Brema [sì, la città degli allegri musicanti]. Ritorna a casa, ma ha deciso di fare un giro un po' largo, praticamente risalendo l'Italia dalla Sicilia in su. Prima di accommiatarsi, ci ha regalato una bottiglietta di Jägermeister e una scatola di Toffifee, che non conoscevo, e che ho scoperto essere dolci fatti di caramello e cioccolato, con dentro una noce. Chi l'ha detto che la cortesia diminuisce con l'aumentare della latitudine, chi l'ha detto che solo perché parlano pensano e sognano in tedesco i tedeschi sono freddi?

S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 15:59 | link | commenti (24)