LA TENDA ROSSA v.3

Utente: latendarossa
Il 25 maggio 1928 gli uomini che compongono l'equipaggio del dirigibile Italia finiscono per un incidente sul ghiaccio del polo Nord. Si rifugiano in una tenda, che colorano di rosso per farla risaltare in attesa di soccorsi. Verranno salvati due mesi dopo da un rompighiaccio della marina sovietica. La tenda rossa come rifugio per coloro che hanno i piedi per terra e la testa sulle spalle ma la mente ed il cuore altrove.

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venerdì, 27 febbraio 2009
Oggi vorrei parlarvi di Death Note. Di che cosa si tratta? Di un anime, insomma, di un cartone animato giapponese, tratto da un manga, che viene trasmesso il martedì alle 22 su MTV [la replica è domenica a mezzanotte]. La storia è molto semplice e, forse proprio per questo, avvincente: un bel giorno Light Yagami, il classico studente modello dalla vita non particolarmente movimentata, trova per caso uno strano quaderno nero. In realtà, quello che sembra un innocuo quadernetto, nasconde un terribile segreto: come scoprirà lo stesso Light leggendo le istruzioni che vi sono contenute, si tratta di un Death Note, sul quale è sufficiente scrivere il  nome di una persona perché questa muoia. Da quel momento Light comincia a far uso dei terribili poteri del Death Note per uccidere i criminali e creare un mondo nuovo, privo di malvagità. A Light si unisce ben presto il vero possessore del quaderno: Ryuk, uno shinigami [un dio della morte], che può essere visto solo da lui e che per noia asseconda il ragazzo senza mai intervenire in ciò che fa. Infine, quando le polizie di tutto il mondo si accorgono dell'improvviso e inspiegabile massacro di criminali, il caso viene affidato a Elle, il miglior detective al mondo. Ogni episodio di Death Note racconta la vera e propria sfida psicologica tra Light ed Elle, ed è un piccolo capolavoro di tensione: tanto per dirne una, ad un certo punto Elle chiederà proprio a Light, su cui nutre dei sospetti, e che è il figlio di uno dei poliziotti che collaborano con lui, di aiutarlo a indagare sui misteriosi decessi. E ovviamente questa trama suscita un paio di interrogativi. Primo fra tutti: quanta distanza c'è tra Light, che scrivendo il nome di una persona sul suo Death Note può eliminarla in nome di un ideale di purezza, e i criminali che vuole eliminare?

S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 10:46 | link | commenti (22)
mercoledì, 25 febbraio 2009
Libri di viaggio sulla Sardegna ce n'è tanti, anche ad opera di scrittori importanti, basti pensare ai nomi di Lawrence, Jünger, Carlo Levi. Lo sguardo di questi autori è quello dell'outsider, come si dice in gergo, ossia riflette la prospettiva di chi viene "dal di fuori". Recentemente ho letto due libri che condividono lo stesso argomento ma che spostano il punto di osservazione di 180 gradi, guardando cioè l'isola dal "di dentro": si tratta del Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell'isola che non si vede, Einaudi, di Michela Murgia e In Sardegna non c'è il mare. Viaggio nello specifico barbaricino, Laterza, di Marcello Fois. Due autori sardi, anche se non locali, che compiono, ognuno a suo modo, quello che si potrebbe chiamare un voyage autour de ma isle.
Gli itinerari proposti da Michela Murgia si snodano lungo "tappe" che sono concettuali e che al tempo stesso rimandano a luoghi specifici: alterità, pietra, arte, confine, fede, suoni, indipendenza, cibo, acqua, narrazioni, femminilità. Anche il racconto che Fois fa della sua Barbagia ruota intorno a parole-chiave come inverno, aria, storia, distanza, paesaggio, lingua, folklore e così via; né mancano in entrambi riferimenti alla storia della letteratura sarda del Novecento, a cominciare dal rapporto di odio-amore con la Deledda. La difficoltà maggiore, che è comune ai due testi, è quella di chi deve e vuole raccontare la propria terra riuscendo a non farsi raccontare, "dire" senza "ridire" e ricalcare le trame di discorsi altrui. Non è facile. Chi mi conosce sa che guardo con distacco a certe manifestazioni eccessive di topofilia, l'amore per i luoghi: ritengo con Bernard Shaw che il patriottismo non sia altro che la convinzione che il proprio paese è superiore agli altri semplicemente perché ci si è nati. Penso insomma che l'essere nati in questo o quel luogo sia un fatto casuale, qualcosa di cui non ha senso vantarsi, un po' come l'essere biondi e con gli occhi azzurri. Mica sei tu che lo hai deciso. Con ciò non intendo rinnegare o minimizzare l'appartenenza, sia chiaro, che mi costruisce come persona, a cominciare dal mio accento. Da questo punto di vista c'è una bella frase di Fois nella quale mi riconosco, che parla di "piccoli rivoluzionari senza un vero progetto se non quello di trovare uno sbocco purché sia alla loro tremenda sete d’illusioni."

S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 12:28 | link | commenti (30)
martedì, 24 febbraio 2009
copyright by Vanna Vinci

S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 09:32 | link | commenti (22)
lunedì, 23 febbraio 2009

[cristina donà - conosci]

Conosci i colori
   e la parte più scura di me
      difficile da raccontare.
         Conosci i miei occhi
            quando guardano lontano da te,
               i particolari delle mani
                  che non so curare,
                     conosci i ricordi
                        e la parte più scura di me
                           difficile da raccontare.


S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 09:21 | link | commenti (21)
sabato, 21 febbraio 2009
A proposito di Sanremo. Sono d'accordo con Noodles: il Gran Premio speciale della Critica anche io lo assegno idealmente a Simona Molinari con la sua canzone egocentrica. Tra l'altro quest'anno mi pare che le migliori sorprese siano venute proprio dal reparto gggiovani: oltre alla Molinari erano anche un bel vedere, oltre che un bel sentire, Barbara Gilbo e Chiara Canzian. Datemi una di queste e tenetevi tutte le conigliette di Hugh Hefner.

S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 20:12 | link | commenti (17)
venerdì, 20 febbraio 2009
Care lettrici e cari lettori, benvenuti al nuovo appuntamento col favoloso mondo della storia dell'arte. Oggi parleremo di un'opera di Rembrandt, un olio su tela dipinto nel lontano 1642, che si intitola La ronda della notte. No, non ha niente a che fare con la ronda del piacere, perlomeno non che io sappia. Rembrandt dipinse con mano sicura questa tela, arrivando a tratteggiare la scena sin dei minimi particolari: vedi i telefonini e le ricetrasmittenti dei rondisti dipinti ben 400 anni prima che venissero inventati [i telefonini e le ricetrasmittenti, dico] o i mezzi dei miliziani rimasti in garage perché senza benzina. La prossima volta, si parlerà un altro famoso capolavoro di Rembrandt: La lezione di anatomia del dottor Tulp, un dipinto dalla tematica un po' forte, nel quale si assiste alla dissezione del cadavere del buonsenso.

S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 21:16 | link | commenti (21)
giovedì, 19 febbraio 2009
Comunicazione di servizio: segnalo che su Blog&Nuvole una storia di forzaelettromotrice, intitolata L'Oceania dietro casa, è stata trasformata in immagini, colori e balloon, insomma in fumetto da mio fratello. Ovviamente non sta a me giudicare se la fusione tra parole e immagini sia riuscita; potete direttamente farvene voi un'idea, cliccando qui.

S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 10:24 | link | commenti (17)
mercoledì, 18 febbraio 2009

segreteria vacante


S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 12:17 | link | commenti (27)
martedì, 17 febbraio 2009
Mi è capitato di criticare, di contestare anche aspramente le opinioni degli altri, ma cercando di non perdere mai di vista il rispetto per le persone. Così farò anche questa volta: lungi da me l'idea di dare del coglione a chi non la pensa come me [pratica ahimè sempre più diffusa: e dire che l'esistenza degli specchi dovrebbe suggerire un minimo di prudenza, viste certe facce da, ma così va il mondo]. Insomma, nonostante l'amarezza, non derogherò da questa regoletta di buonsenso: il che non significa che condivida il risultato del voto delle regionali. Semplicemente, non mi piace la strada che ha deciso di percorrere la mia regione. Anziché quella della sostenibilità, della riqualificazione e della salvaguardia, gli elettori hanno premiato un'idea di sviluppo vecchia e pericolosa, basata sull'effimero e sulla subalternità, sull'asfalto e sul cemento, sulla lottizzazione e l'edificabilità diffusa, tutte cose peraltro già denunciate più di trent'anni fa da Antonio Cederna. L'ho detto che non mi piace? Non mi piace.

S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 10:06 | link | commenti (31)