Tre cavalli di Erri De Luca, Feltrinelli, è stato per me una vera rivelazione. La storia di un giardiniere che, dopo aver potato siepi, dopo aver piantato rosmarino e timo, va in trattoria, e tra un piatto di minestra e un bicchiere di vino legge libri usati. Un bel giorno, nella sua vita entra lei, che gli porta la primavera, e un brivido dolce e nuovo. E un passato ritorna attraverso i paralleli del ricordo, della memoria. Dal rovescio del mondo, l'Argentina e la dittatura militare.Un materialista non ha alcun diritto intellettuale di riconoscere l'esistenza dei fantasmi. Pertanto, e per mettere nero su bianco, nonostante l'ambiguità di alcune delle seguenti storie, dichiaro solennemente di non credere all'esistenza dei fantasmi nel senso stretto della parola. Ma i "fantasmi" che vivono di boria e fantasmagorie, quelli esistono, eccome.
Come nel virtuoso più provato viene accertata una segreta e repressa passione per il vizio, così nel materialista più ostinato resta una non meno segreta e repressa propensione per il soprannaturale, per ciò che va oltre il materiale.
Due letture molto diverse tra loro ma che mi hanno fatto compagnia. In treno, in albergo. Raccontandomi anche qualcosa di me. Perché, come scrive De Luca, non si può uscire asciutti dall'acqua.Leggo gli usati perché le pagine molto sfogliate e unte dalle dita pesano di più negli occhi, perché ogni copia di libro può appartenere a molte vite e i libri dovrebbero stare incustoditi nei posti pubblici e spostarsi insieme ai passanti che se li portano dietro per un poco e dovrebbero morire come loro, consumarsi dai malanni, infetti, affogati giù da un ponte insieme ai suicidi, ficcati in una stufa d'inverno, strappati dai bambini per farne barchette, insomma ovunque dovrebbero morire tranne che di noia e di proprietà privata, condannati a vita in uno scaffale.
Poi Ferrara, un pomeriggio breve e metafisico. Incontro Baruli, che mi fa da guida. Cattedrale, Castello estense, palazzo municipale, Palazzo dei Diamanti. Condiamo le chiacchiere con una granita buonissima, e dell'acqua che si beve con una fettina di limone.
A Venezia mi pare impossibile perdersi, consulto la pianta della città e la guida del Touring il meno possibile, seguo l'istinto, leggo i nomi delle calli. Nel ghetto, davanti alla Sinagoga scatto qualche foto, è sabato, mi fermano, chiedono i documenti, devono avermi scambiato per uno pericoloso. Piove un cielo di tristezza, acqua dall'alto che vuole ricongiungersi con quella che sta di sotto, dentro i canali. Sarebbe perfetto, se fossi un anfibio. In piazza S. Marco ecco Freesia, che si è saggiamente bardata da cappuccetto rosso con un giubbino di nylon che salva dalla pioggia. Scattiamo foto bagnate, speriamo siano foto fortunate.
A Venezia penso che sarei disposto a gettare da uno dei suoi ponti la mia carta d'identità, giù giù nell'acqua, adieu a quel che sono. Così, per reinventarmi, per provare ad essere un altro me stesso. Leggo Erri De Luca, Tre cavalli, Feltrinelli, ringruzio chi me lo porse con generosità. In traghetto si va alla Biennale in compagnia di Cumino e dei suoi occhi color verde rame [lei che quando arriva a Venexia spunta fuori il sole, mica poco].
Infine, a Carpi, con Serena e sua nonna e sua mamma. A parlare di Carlo/Maria Strofa, a visitare la sua casa, e i suoi libri che se uno volesse contarli quanti sono non la smetterebbe più. A sentire tanti racconti, che è come se ci fosse anche lui, ma si fosse assentato un attimo per fare una telefonata.
Torno a casa stanco ma felice, ho raccolto sorrisi ho visto cose belle, pasionsa la prossima volta spero di condividerle con qualcuno: è come stare in un grande letto, allungare una gamba e non incontrare quella di un altro.
Applico alla vita / i puntini di sospensione. Domani entrerà in funzione il nuovo acceleratore di particelle LHC del Cern di Ginevra. In un enorme laboratorio a 100 metri sotto terra, al confine tra Svizzera e Francia, le particelle inizieranno a muoversi a velocità prossime a quelle della luce, arrivando a scontrarsi a temperature vicine al trilione di gradi, 100mila volte quella che esiste al centro del sole. C'è chi auspica che si origini un buco nero che inghiotta tutto e tutti, ma non so se saremo così fortunati. Ad ogni modo, chi è interessato potrà seguire l'esperimento in diretta da qui.
Io purtroppo non ci sarò, nel senso che domani parto per Firenze e poi Venezia. Ci si rilegge tra una settimana. Sempre che decida di tornare!







