LA TENDA ROSSA v.3

Utente: latendarossa
Il 25 maggio 1928 gli uomini che compongono l'equipaggio del dirigibile Italia finiscono per un incidente sul ghiaccio del polo Nord. Si rifugiano in una tenda, che colorano di rosso per farla risaltare in attesa di soccorsi. Verranno salvati due mesi dopo da un rompighiaccio della marina sovietica. La tenda rossa come rifugio per coloro che hanno i piedi per terra e la testa sulle spalle ma la mente ed il cuore altrove.

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lunedì, 29 settembre 2008
L'altro giorno mentre facevo i piatti pensavo che ci sono sognatori che al risveglio ricordano i sogni che hanno fatto, e quelli che invece non li ricordano affatto. Io ad es. non me li ricordo i sogni, ma il fatto di non ricordarmeli non significa che non si sia sognato, no. E sempre mentre facevo i piatti, o sognavo di fare i piatti, ho pensato pure che ci sono sostanzialmente due tipi di sognatori: quelli che sognano solo di notte e quelli che sognano anche di giorno, fanno sogni da svegli, a occhi aperti. I primi sono dei dilettanti, i secondi sono sognatori professionisti. Ma tra Paul Valéry [c'è un solo modo per realizzare i propri sogni: svegliarsi] ed Edgar Allan Poe [coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a chi sogna soltanto di notte] non riesco a decidermi. Per me hanno ragione entrambi.

 


S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 12:27 | link | commenti (41)
venerdì, 26 settembre 2008
Se mi chiedi di prestarti la colla ed io te la presto e mi dici che dopo la metterai nel cassetto devo ricordarmi di specificare che il cassetto nel quale va rimessa è il mio.

S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 15:56 | link | commenti (31)
giovedì, 25 settembre 2008
Aristotele osserva nella Poetica che la tragedia ha su di noi un effetto catartico [katharsis ton pathematon]: ossia, conferisce una sorta di purificazione, di risanamento che passa attraverso "pietà e terrore" e che lascia gli spettatori come sollevati dalle passioni negative. Assistere ad una tragedia è, insomma, come prendere due piccioni con una fava: si ha a che fare con avvenimenti tragici e luttuosi - ma per interposta persona. Che, se ci si pensa, è un po' l'effetto terapeutico che hanno anche le storie di fantasmi o i film horror. La mia catarsi invece avviene certe notti, a letto. Prima di addormentarmi passo in rassegna pessimismi malumori delusioni tristezze e dispiaceri vari. L'indomani, al risveglio, quando la luce del sole filtra tra le persiane, si sono dileguati. Il cuscino è catartico.

 


S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 13:00 | link | commenti (28)
martedì, 23 settembre 2008
Quasi quasi lo pubblico anch'io un simpatico invito a presentare manifestazioni di interesse, come ha fatto Fantozzi per Alitalia. Intanto, visto che ci siamo. Per il vostro comfort e sicurezza vi invitiamo a rimanere ancora seduti, con le cinture di sicurezza allacciate, fino a quando l'apposito segnale luminoso posto sopra di voi non verrà spento. Non dimenticate di prendere con voi tutti gli oggetti personali contenuti nella tasca del sedile, sotto il sedile e nelle cappelliere che dovranno essere aperte con cautela per evitare la caduta di oggetti. Vi ricordiamo inoltre che non è consentito fumare fino all'uscita dall'aerostazione. Vi ringraziamo nuovamente per aver scelto di volare con noi e vi auguriamo un piacevole soggiorno o un buon rientro. Ladies & gentlemen, è il comandante che vi parla, anche se non si direbbe.

S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 23:43 | link | commenti (15)
lunedì, 22 settembre 2008
L'ultimo giorno d'estate mi tratta bene. È una bella giornata di sole, calda al punto giusto. Mi fa strano che da domani s'incomincino camminate autunnali, pensieri autunnali, foglie e cioccolate autunnali. L'autunno è uno stato mentale?

S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 10:41 | link | commenti (40)
domenica, 21 settembre 2008
Emergo dall'ascolto di Psiche, il nuovo album di Paolo Conte. L'avvocato di Asti è vivo e suona insieme a noi. Evita di ripetersi, di rifare se stesso pur riuscendo al tempo stesso a rimanere perfettamente fedele a se stesso. Non ci sono le rumbe e le milonghe e gli ammiccamenti che farcivano gli album precedenti. Conte canta la velocità silenziosa della bicicletta, l'intimità e la danza della vanità, di macachi che bevono tocaia, di Berlino e della sua pioggia spagnola. Da Il quadrato e il cerchio: Pensavo ad un amico anche lui / lontanamente indiano, forse / un capo o una comparsa al cine, cosa voglio io?

S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 12:55 | link | commenti (13)
venerdì, 19 settembre 2008
Viaggiare significa anche percorrere pagine oltre che kilometri. Storie di fantasmi di Manuel Vázquez Montalbán, Feltrinelli: tre piccole "ghost stories" per Pepe Carvalho. Autostoppiste che scompaiono nel nulla, navi fantasma, riti satanici pescatori e santoni. Il detective gourmet non crede ai fantasmi, ma finirà per provarne l'esistenza. O, meglio, finirà per dimostrare che, per fortuna o purtroppo, i fantasmi possono essere molto più reali di quanto si creda. Scrive l'autore:
Un materialista non ha alcun diritto intellettuale di riconoscere l'esistenza dei fantasmi. Pertanto, e per mettere nero su bianco, nonostante l'ambiguità di alcune delle seguenti storie, dichiaro solennemente di non credere all'esistenza dei fantasmi nel senso stretto della parola. Ma i "fantasmi" che vivono di boria e fantasmagorie, quelli esistono, eccome.
Come nel virtuoso più provato viene accertata una segreta e repressa passione per il vizio, così nel materialista più ostinato resta una non meno segreta e repressa propensione per il soprannaturale, per ciò che va oltre il materiale.
Tre cavalli di Erri De Luca, Feltrinelli, è stato per me una vera rivelazione. La storia di un giardiniere che, dopo aver potato siepi, dopo aver piantato rosmarino e timo, va in trattoria, e tra un piatto di minestra e un bicchiere di vino legge libri usati. Un bel giorno, nella sua vita entra lei, che gli porta la primavera, e un brivido dolce e nuovo. E un passato ritorna attraverso i paralleli del ricordo, della memoria. Dal rovescio del mondo, l'Argentina e la dittatura militare.
Leggo gli usati perché le pagine molto sfogliate e unte dalle dita pesano di più negli occhi, perché ogni copia di libro può appartenere a molte vite e i libri dovrebbero stare incustoditi nei posti pubblici e spostarsi insieme ai passanti che se li portano dietro per un poco e dovrebbero morire come loro, consumarsi dai malanni, infetti, affogati giù da un ponte insieme ai suicidi, ficcati in una stufa d'inverno, strappati dai bambini per farne barchette, insomma ovunque dovrebbero morire tranne che di noia e di proprietà privata, condannati a vita in uno scaffale.
Due letture molto diverse tra loro ma che mi hanno fatto compagnia. In treno, in albergo. Raccontandomi anche qualcosa di me. Perché, come scrive De Luca, non si può uscire asciutti dall'acqua.

S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 12:23 | link | commenti (20)
mercoledì, 17 settembre 2008
A Firenze, orde di americani inglesi francesi tedeschi e giapponesi felici di esibire al sole italiano gambe e braccia bianche, bianchissime. Ammalati di purezza, chiedono ai monumenti di essere rassicurati dell'esattezza di quanto riportato dalle loro guide, che tengono costantemente in mano. Cos'è che fa tanto ridere le giapponesi, vallo a capire, sono tante Yoko Ono momentaneamente sprovviste del loro Beatles preferito. Il giorno dopo, i sosia di tutta questa gente si daranno il cambio, e così pure l'indomani. A ziz zag tra la folla, una bellezza a due ruote s'infila in uno spiraglio concessole dalle geometrie della città.
Poi Ferrara, un pomeriggio breve e metafisico. Incontro Baruli, che mi fa da guida. Cattedrale, Castello estense, palazzo municipale, Palazzo dei Diamanti. Condiamo le chiacchiere con una granita buonissima, e dell'acqua che si beve con una fettina di limone.
A Venezia mi pare impossibile perdersi, consulto la pianta della città e la guida del Touring il meno possibile, seguo l'istinto, leggo i nomi delle calli. Nel ghetto, davanti alla Sinagoga scatto qualche foto, è sabato, mi fermano, chiedono i documenti, devono avermi scambiato per uno pericoloso. Piove un cielo di tristezza, acqua dall'alto che vuole ricongiungersi con quella che sta di sotto, dentro i canali. Sarebbe perfetto, se fossi un anfibio. In piazza S. Marco ecco Freesia, che si è saggiamente bardata da cappuccetto rosso con un giubbino di nylon che salva dalla pioggia. Scattiamo foto bagnate, speriamo siano foto fortunate.
A Venezia penso che  sarei disposto a gettare da uno dei suoi ponti la mia carta d'identità, giù giù nell'acqua, adieu a quel che sono. Così, per reinventarmi, per provare ad essere un altro me stesso. Leggo Erri De Luca, Tre cavalli, Feltrinelli, ringruzio chi me lo porse con generosità. In traghetto si va alla Biennale in compagnia di Cumino e dei suoi occhi color verde rame [lei che quando arriva a Venexia spunta fuori il sole, mica poco]. 
Infine, a Carpi, con Serena e sua nonna e sua mamma. A parlare di Carlo/Maria Strofa, a visitare la sua casa, e i suoi libri che se uno volesse contarli quanti sono non la smetterebbe più. A sentire tanti racconti, che è come se ci fosse anche lui, ma si fosse assentato un attimo per fare una telefonata.
Torno a casa stanco ma felice, ho raccolto sorrisi ho visto cose belle, pasionsa la prossima volta spero di condividerle con qualcuno: è come stare in un grande letto, allungare una gamba e non incontrare quella di un altro.

 


S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 16:01 | link | commenti (45)
martedì, 09 settembre 2008

Applico alla vita / i puntini di sospensione. Domani entrerà in funzione il nuovo acceleratore di particelle LHC del Cern di Ginevra. In un enorme laboratorio a 100 metri sotto terra, al confine tra Svizzera e Francia, le particelle inizieranno a muoversi a velocità prossime a quelle della luce, arrivando a scontrarsi a temperature vicine al trilione di gradi, 100mila volte quella che esiste al centro del sole. C'è chi auspica che si origini un buco nero che inghiotta tutto e tutti, ma non so se saremo così fortunati. Ad ogni modo, chi è interessato potrà seguire l'esperimento in diretta da qui.
Io purtroppo non ci sarò, nel senso che domani parto per Firenze e poi Venezia. Ci si rilegge tra una settimana. Sempre che decida di tornare!


S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 15:19 | link | commenti (40)