LA TENDA ROSSA v.3

Utente: latendarossa
Il 25 maggio 1928 gli uomini che compongono l'equipaggio del dirigibile Italia finiscono per un incidente sul ghiaccio del polo Nord. Si rifugiano in una tenda, che colorano di rosso per farla risaltare in attesa di soccorsi. Verranno salvati due mesi dopo da un rompighiaccio della marina sovietica. La tenda rossa come rifugio per coloro che hanno i piedi per terra e la testa sulle spalle ma la mente ed il cuore altrove.

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sabato, 30 agosto 2008
In Non-persone. L'esclusione dei migranti in una società globale [Feltrinelli, 1999] Alessandro Dal Lago analizzava quella che negli anni successivi sarebbe diventata "l'emergenza immigrazione". La tesi di fondo dell'autore, che insegna sociologia a Genova, è che le vere vittime dell'impatto tra migranti e società italiana siano i migranti.
Innanzitutto Dal Lago smonta proprio la tesi dell'esistenza di un'emergenza immigrazione che fa dei migranti una piaga indistinta, un pericolo pubblico da contrastare con ogni mezzo. Una tesi che, ormai, è diventata pregiudizio, "luogo comune": il migrante costituisce un "problema", sempre e comunque, indipendentemente dalla sua pericolosità sociale  [reale o presunta], ma soprattutto dai motivi che lo conducono a lasciare il suo paese di origine e che possono essere i più diversi, la ricerca di un lavoro, di rifugio o di un'esistenza migliore, la fuga da un paese dilaniato dalla guerra o sotto governi autoritari e così via.
Sulla scia di Francia, Germania e Inghilterra, anche il nostro paese negli anni '90 ha adottato politiche sempre più restrittive nei confronti dell'immigrazione. Vedi il  Decreto Dini, nel 1995, votato dalla Destra e da gran parte del Centro-sinistra, e che per la prima volta dal dopoguerra introduceva un doppio regime giuridico, ossia una disuguaglianza di trattamento tra cittadini italiani e stranieri. Successivamente, la legge Turco-Napolitano distingueva tra migranti regolari e clandestini, i primi dotati di diritti civili, i secondi dei soli diritti fondamentali della persona umana. Una distinzione che Dal Lago non esita a definire "arbitraria e priva di contenuto". La clandestinità, da condizione formale, burocratica, nell'immaginario collettivo è diventata un marchio esistenziale, ontologico. E questo marchio ha un segno negativo, discriminante, a sua volta causa ed effetto delle politiche di esclusione.
Questo processo complesso e "sotterraneo" che produce non-persone è basato su quella che l'autore chiama la "macchina della paura". Ossia, lo spostamento sul fenomeno immigrazione di ansie sociali, tensioni e problemi che non si ha il coraggio o la capacità di affrontare. È insomma più facile e conveniente fare "sensazionalismo" su giornali e tv, maneggiando disinvoltamente dati e statistiche, parlando di "emergenza immigrazione", che affrontare seriamente i ritardi dell'economia o
la riforma dello stato sociale. Così come è più facile "vedere" i lavavetri ai semafori che i traffici internazionali gestiti da mafie e terrorismo. Fino ad alimentare fantasiosi e insensati "scontri di civiltà". Parafrasando Bertold Brecht verrebbe da dire: infelice quel paese che ha bisogno di capri espiatori.
Nel corso del libro, Dal Lago rievoca momenti davvero molto tristi della nostra recente storia nazionale: come l'affondamento, nel 1997, di una motovedetta albanese da parte della marina italiana che provocò la morte di circa 90 persone. Va ricordato che all'epoca in Albania infuriava la guerra civile e che l'art. 10 della nostra Costituzione dice testualmente che Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.
Come vedete gli spunti di riflessione non mancano.
Una nota a margine. Negli ultimi 15 anni la Sinistra ha inseguito la Destra su molti, troppi, punti. Vedi il caso dell'immigrazione [ma si potrebbe parlare anche del precariato, ecc.]. Ciò che manca è proprio la capacità di inserire questi fenomeni in una visione complessiva, "globale". Dal punto di vista dell'economia mondiale, immigrati e precari sono entrambi vittime degli stessi processi, dello stesso intreccio perverso tra dislocazione della produzione, bassi salari, sbarramento alle migrazioni e quello che un tempo si sarebbe chiamato sfruttamento dell'uomo sull'uomo.

S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 12:28 | link | commenti (24)
giovedì, 28 agosto 2008
Parlano dentro bar vuoti sedie e tavolini, chiacchiera che interrompono quando tu arrivi. Fanno dei commenti su di noi che è meglio non sentirli.

S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 11:31 | link | commenti (31)
martedì, 26 agosto 2008
Sentito e annotato mentalmente sul pullman. Personaggi ed intepreti: Lui, Lei. Lui ha appena finito di fare una telefonata.

- Era mia sorella.
- Ah.
- Te l'ho mai detto come si chiama mia sorella?
- No.
- Ah, non te l'ho mai detto. Si chiama. Ha il nome di un cartone animato.
- Cioè?
- C'ha il nome di un personaggio di un cartone animato.
- Ah.
- Dai, vediamo se lo indovini.
- Mah...Lady Oscar?
- No.
- Lamù?
- Macché.
- Allora...sarà Candy Candy!
- Ma nooo.
- Anna dai capelli rossi? Mila e Shiro? Arale?

Insomma, per farla breve vanno avanti ancora per un po' con stò gioco, mentre tutti gli occupanti del pullman stanno col fiato sospeso sotto una cappa di tensione, me compreso. C'è chi addirittura rinuncia a scendere per sapere come si chiama la sorella di Lui. Finché:

- Ti arrendi?
- Sì, sì.
- Comunque mia sorella si chiama Adelaide ma noi in casa la chiamiamo Heidi.
- Ah quindi in casa la chiamate Heidi a tua sorella.
- Sì, Heidi.
- Ma Heidi con la acca?
- No, no Heidi e basta.


S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 23:39 | link | commenti (46)
lunedì, 25 agosto 2008
A Olimpiadi finite, tutto è bene quel che finisce bene. O quasi. Lasciamo la Cina come l'avevamo trovata. C'è chi ha paragonato le recenti olimpiadi ai Giochi di Mosca nel 1980. Di lì a poco, dicono, l'URSS avrebbe conosciuto glasnost e perestrojka e la fine di un'epoca. Mi pare difficile fare paragoni: l'Unione sovietica dei primi anni '80 era un colosso in via di estinzione, la Cina odierna è, all'opposto, una potenza in continua crescita. Uso volutamente il termine crescita. La Cina sembra fatta apposta per dimostrare che crescita e sviluppo sono due cose molto diverse. Ossia, che non necessariamente l'economia di mercato porta con sé democrazia, progresso e rispetto dei diritti umani.

S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 15:11 | link | commenti (19)
venerdì, 22 agosto 2008
Dopotutto sdraio e ombrelloni sono lavoratori a tempo determinato.

S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 12:53 | link | commenti (40)
giovedì, 21 agosto 2008
Lo so che questo post avrei dovuto scriverlo prima, anziché perder tempo con spiaggia olio solare ombrelloni e voragini. Mi riferisco al fatto che Internazionale domani torna regolarmente in edicola dopo la vaconsa di 3 settimane - ma l'ultimo numero, davvero molto bello, ho finito di leggerlo solo oggi. Però ne è valsa la pena: leggendolo ho imparato ad es. che esiste l'ascensoristica, la scienza che studia la progettazione del sistema di ascensori di un edificio. E che "Una città senza ascensori è come un libro senza carta o una guerra senza polvere da sparo". E poi un articolo sulla linea 3310, la linea d'autobus più lunga di São Paulo. E il viaggio attraverso il Pacifico dei container, vera unità di misura del commercio globale. E "Il mio primo viaggio a New York" una simpatica storia disegnata da Rutu Modan. E i consigli di lettura di 13 scrittori e...ma insomma che ve lo dico a fare, visto che domani esce il nuovo numero di Internazionale?

S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 15:28 | link | commenti (20)
lunedì, 18 agosto 2008
Oggi al mare un gruppo di baldi giovani anziché dedicarsi alla consueta partitella di calcio stile Maracanã, ha optato per un'attività ben più sobria. Vale a dire, scavare una voragine in spiaggia. Si sono armati di palette di plastica, di quelle che usano i bimbi per fare i castelli di sabbia [laddove i castelli in aria sono di competenza degli adulti]. Incuriosito, spengo l'ipod, mentre sono intenti alla grande opera mi giungono le loro voci: la facciamo una galleria da qui a  casa tua? domanda uno. E se ci troviamo il petrolio? suggerisce un altro, chiaramente un sognatore. Dici che è profonda adesso? Voglio allisciare le pareti, per renderle perfette, specifica un terzo, forse  futuro ingegnere. Ma solo io sto scavando, sto perdendo troppi sali minerali, lamenta dopo un po' il primo. C'ha ragione, non è giusto perdere così i sali minerali. Non si fa.
Terminate le operazioni di scavo si rendono conto che non c'è più niente di divertente da fare. Finché uno di loro ha un'illuminazione: adesso cosa facciamo? Ci sotterriamo Chiara? Chiara, che dev'essere la sorella di uno di loro e ha assistito con scetticismo alla creazione della voragine, viene inserita nel buco, che riempiono di sabbia lasciandole la testa scoperta fuori. Finisce che si fanno a turno una foto col telefonino, mettendosi in posa [il più spiritoso con tanto di piede sulla capoccia della povera Chiara alla quale va tutta la mia solidarietà].

S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 15:05 | link | commenti (29)
sabato, 16 agosto 2008
Dopo una lunga riflessione che ha raggiunto il suo apice nelle ore pomeridiane dedicate alla siesta, sono giunto alla conclusione che questo che state leggendo è un blog. L'ipotesi è ora al vaglio del nucleo sommozzatori della Protezione civile.

S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 11:53 | link | commenti (23)
giovedì, 14 agosto 2008
Dopo una lunga riflessione che ha raggiunto il suo apice nelle ore pomeridiane dedicate alla siesta, sono giunto alla conclusione che l'estate è la stagione più estiva dell'anno. L'ipotesi è ora al vaglio degli esperti.

S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 11:54 | link | commenti (14)