Perché niente è cambiato anche se tutto è diverso. Caro 2008, un anno fa formulavo un auspicio, che tutto sommato era una speranza peraltro neanche troppo segreta, di poter conservare le cose belle che mi aveva portato il 2006. Ora che il 2007 si sta per concludere, è giunto il momento di fare bilanci, operazione che voglio affrontare con la massima serenità. Fare un bilancio significa in fin dei conti provare a riflettere sia sulle cose, sui momenti e sulle persone che si sono incontrate lungo il proprio cammino sia su quelle che si sono perse strada facendo. Sì, è vero, un anno fa pensavo seriamente ad un esito differente. Ma, ti dirò, non mi pento affatto di averci creduto. Evidentemente mi sbagliavo, così come ho sbagliato nell'accontentarmi, nell'aspettare che prima o poi succedesse qualcosa. Capita di far male i propri conti. E la nostalgia per quel che poteva essere e non fu - mi perdonerà Manuel Vázquez Montalbán, ovunque egli sia, se prendo in prestito questo bellissimo titolo di un suo racconto - anche se ti imponi di non dargliela vinta è sempre lì, in certi pomeriggi di domenica, nelle nuvole, nell'odore di buccia di mandarino, nei clic della digitale, nella poltroncina vuota al cinema, nel bacio di due innamorati, nella traccia di un cd. Che peccato però.
Insomma, banalità delle banalità, per essere veramente felici, non ci si deve accontentare, mai. E qui arriviamo a due bei propositi per il nuovo anno. Primo: sfoltire, alleggerire, dando finalmente ascolto al bisogno di concretezza. Secondo: iniziare a fare quel che sinora non ho fatto. Non accontentarsi più delle briciole, e anche se lì per lì farà male, qualora sia il caso saper dire di no, alzarsi dalla sedia e fare ciao ciao con la manina. Senza attendere il domani, eh no. Senza invocare giustificazioni del cavolo. Tutto e subito, e poi per favore il conto. Buon Anno.
[intervallo]
[P. Conte - la vecchia giacca nuova]
Ho comprato una giacca nuova
e per la strada nessuno fa:
guarda, guarda che giacca nuova
sulle spalle di quello là
di Buon Natale
e
[crepi l'avarizia]
ai vostri cari!!!
Ieri pomeriggio sono andato a tagliarmi i capelli. Ma no, questa è la scusa ufficiale. In realtà volevo solo sfogliare quel genere di riviste che nella vita non comprerei mai, tipo GQ, Maxim, ecc. ecc.
Gioite insieme a me, perché oggi ho finalmente messo le mani su un doppio cd che sognavo di possedere da una vita: Gioacchino Rossini, 24 Riens per pianoforte, pianista Bruno Mezzena. Quasi pressoché introvabile, l'ho rintracciato qualche tempo fa su un simpaticissimo sito spagnolo dedicato esclusivamente alla musica classica.
I Lakota, una tribù Sioux, stracciano i trattati con gli Stati Uniti. Non si sentono più cittadini americani. Mah, presumo che per un grande numero di americani, non lo siano mai stati. Inutile dire che io sto con gli indiani. Per solidarietà i prossimi post di questo blog vi verranno comunicati mediante nuvole di fumo. Augh.
C'è solo un problema.
Il servizio sul Venerdì è costruito in maniera tale che quella visione poco rispettosa della donna, cacciata dalla porta, rientra dalla finestra: vedi l'eloquente foto a doppia pagina che correda l'intervista, e che ritrae la giornalista Ilaria D'Amico. Praticamente un perverso corto circuito tra parola e immagine.
Conclusione: alla faccia delle belle parole della Bonino, il lettore maschio, commosso, ringrazia.

La apprezzo molto perché sa star male con dignità
Mi apprezzerebbe meno se stessi dignitosamente bene?

Paesaggio invisibile. Girando per blog, pare che abbia nevicato un po' dappertutto. Dappertutto, tranne qui. Oggi solo 6° gradi, non mi faccio illusioni: fa solo un po' più freddo del solito, ma difficilmente vedrò la neve. Niente pack quindi per la tenda rossa, niente ghiaccio, nessuno che ti sfida a battaglia di palle di neve. Là fuori, la città esibisce il paesaggio di sempre. Neanche la soddisfazione di poter andare in giro a fotografarne le innevate strade e palazzi.
Non è mica bello eh.
In compenso, ecco un praticissimo metodo neve fai-da-te: una fotografia di un bellissimo paesaggio innevato.

Cinque nuovi blog per il millennio. La cosiddetta blogosfera non morirà finché nasceranno nuovi blog, e nuovi blogger prenderanno il posto di quelli che hanno chiuso. Una rapida carrellata su 5 nuovi blog che promettono bene e potrebbero diventare presto i vostri preferiti:
Indubbiamente la blogosfera non sarebbe la stessa senza Callisto, raffinatissimo blogger, incrocio riuscitissimo tra Oscar Wilde e il linguaggio morse. Si autodefinisce faro splendente nella notte per pochi superstiti di un mondo che va scomparendo. Dandy, libertino, decadente, cultore del canto gregoriano, dannunziano, schivo, riconoscibile per la caratteristica erre moscia anche quando scrive, apolitico, distilla post di rara sapienza su pochi, selezionatissimi, argomenti: il cinema di Stanislaw Eötvös, la letteratura afghana, il pensiero di Tebaldo Bidet, l'arte dell'imbalsamazione dagli egiziani ai giorni nostri. Dotte ed eleganti disquisizioni letterarie, fulgidi esempi di scrittura creativa e la perenne denuncia dell'ipocrisia e della vuotezza spirituale dei blogger, che hanno il torto di disertare in massa i suoi post, fanno di Callisto una delle punte di diamante del web.
Da tenere sott'occhio il blog di Perversilla, la sexy-blogger. Amante del fetish, sacerdotessa dell'eros e della trasgressione, Perversilla si sente investita da una missione storica: trovare finalmente uno - che il sesso, di tanto in tanto, sarebbe bello anche farlo. Il suo blog si caratterizza per un linguaggio diretto, conturbante. Scandalosa e disinibita, ama scrostare il calcare dalla doccia in reggicalze e guepiere. In uscita fra qualche mese libro, cd, dvd e album di figurine che raccoglieranno e distilleranno i suoi post più trasgressivi. Ovviamente Perversilla sarà lieta di incontrare i suoi numerosi lettori [tutti appartenenti al sesso maschile] che verranno tenuti a debita distanza dai suoi fedeli dobermann.
Un approccio più strettamente legato all'attualità ce lo offre Yuri Giacometti, giornalista free lance. Controinformazione è la parola d'ordine del suo blog. Giacometti va sostenendo da anni l'esistenza di un gigantesco complotto le cui prove sono state occultate dagli extraterrestri. L’uomo non è mai atterrato sulla Luna, le immagini che conosciamo sono un Super 8 girato da Stanley Kubrick nel garage di casa, i membri dell'equipaggio dell'Apollo 11 erano Elvis, Marilyn e James Dean sotto falso nome, Kennedy fu eliminato perché, contro il parere della mafia di Chicago, voleva rivelare al mondo l'ingrediente segreto della Coca Cola. Giacometti si presenta come l'anti-Grillo e sta pensando di indire per l'anno prossimo una manifestazione nel corso della quale farà rivelazioni scottanti [se non usassimo la macchina andremmo a piedi, Silvio Berlusconi prima di approdare in politica faceva l'imprenditore, George W. Bush ha avuto un ruolo di primo piano nelle scelte di politica estera degli USA degli ultimi anni, ecc.]
Vanta già 2000 visite giornaliere il favoloso blog di Jenny, diario di una giovane milanese iscritta in Scienze della Comunicazione. Film preferito: Il favoloso mondo di Amelie. Musica: la colonna sonora de Il Favoloso mondo di Amelie. Poster preferito: la locandina de Il Favoloso mondo di Amelie. Jenny racconta la vita di tutti i giorni di una adolescente-tipo, l'amore per le cose semplici e le piccole gioie che a volte danno soddisfazione, delle altre no: l'attico a New York, le vacanze-studio in Provenza, i viaggi in Tibet col fidanzato Giangi suonatore di violoncello, l'acquisto di una barca a vela, la passione per le auto di grossa cilindrata, i telefonini e gli abiti firmati. Impegnata nel sociale, tiene una rubrica sulla rivista "Gente in cima alla lista".
Inginocchi@menti è il nome del blog che parla dei blog e di quanto ruota intorno ad essi. Blog a più mani, curato da un gruppo di ricerca che si propone di sviscerare estrinsecare e discutere le potenzialità e i limiti della scrittura in rete. Partendo dall'idea habermasiana di agire comunicativo, attraverso un'attenta de-costruzione del discorso blogghico inteso come gioco linguistico, e in un'ottica che fa propria la lezione di McLuhan, i membri di Inginocchi@menti si domandano: che differenza c'è tra un blog a 3 colonne ed uno a 2 colonne? C'è una qualche relazione tra il tempo perso mentre si cercano su google delle immagini che esprimano al meglio i percorsi tematici dei propri post e il tempo che la propria ragazza passa col suo migliore amico? Perché caspita non ci commenta mai nessuno ?
Questo elenco è sicuramente lacunoso e incompleto, siete pregati eventualmente di arricchirlo con le vostre segnalazioni.







