LA TENDA ROSSA v.3

Utente: latendarossa
Il 25 maggio 1928 gli uomini che compongono l'equipaggio del dirigibile Italia finiscono per un incidente sul ghiaccio del polo Nord. Si rifugiano in una tenda, che colorano di rosso per farla risaltare in attesa di soccorsi. Verranno salvati due mesi dopo da un rompighiaccio della marina sovietica. La tenda rossa come rifugio per coloro che hanno i piedi per terra e la testa sulle spalle ma la mente ed il cuore altrove.

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martedì, 30 ottobre 2007

Anche le formiche nel loro piccolo. Sono lieto di annunciarvi che domani parto per Lucca, vado col di me fratello al Lucca Comics And Games. Se qualche blogger toscano o anche no si trovasse nei paraggi e volesse interagire sapesse che mi farebbe piacere.
Ci si rilegge la settimana prossimaaa.
Poi sarete tutti invitati per la proiezione delle diapositive con abbondanti assaggi di pane e olio toscano.


S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 10:55 | link | commenti (29)
lunedì, 29 ottobre 2007

Nietzsche che dice. Sto leggendo un vecchio libro del 1929, Nietzsche in Italia di Guy de Pourtalès, uno scrittore svizzero. Descrive i viaggi del filosofo nella nostra penisola: Torino, Genova, Venezia, Sorrento, Messina...ne vien fuori un Nietzsche per così dire alternativo, che viaggia sui vagoni della vecchia linea Parigi-Lione-Mediterraneo, non entra nei musei per partito preso, se ne va in giro con la borsa a tracolla come un turista dei nostri giorni. Si stende sui prati o in riva al mare, medita e prende appunti per i suoi libri, scrive poesie, mangia una mela. A Genova lo chiamano "il piccolo santo", quando è da solo si mette a danzare sui prati [ma l'autore come farà a saperlo?].


S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 14:44 | link | commenti (16)
domenica, 28 ottobre 2007

Architettura e felicità. Su Repubblica di oggi la bella lettera di un architetto, che inizia così:

La sedia dove siamo seduti, la strada che vediamo dalla finestra, il palazzo in cui c'è la nostra casa, il parco in cui amiamo passeggiare, gli edifici che tutti i giorni abbiamo avuto sotto gli occhi, la periferia dove siamo cresciuti e la città in cui siamo nati, tutto intorno a noi è frutto di un progetto, di un pensiero, prima ancora di studio. O almeno dovrebbe. L'architettura, la sua importanza e il suo valore dovrebbero essere ovvi per chiunque e non solo per chi come me la pratica per mestiere. Il presidente francese Sarkozy ha esortato Governo e Paese alla buona architettura non sono nelle 'grandi opere' ma nell'attività quotidiana, una cosa banale che invece suona come il proclama di un marziano per chi purtroppo conosce la realtà italiana...

Architettura come progetto, pensiero, immagine di ciò che potremmo essere, arte del progettare quotidianamente una felicità possibile...mi piace.
Su radiotre le sonate di Domenico Scarlatti.


S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 12:28 | link | commenti (23)
sabato, 27 ottobre 2007
Quanti di voi rimarrano svegli fino alle 3 di stanotte per riportare indietro di un'ora gli orologi? Giusto per sapere, eh.

S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 14:43 | link | commenti (21)
venerdì, 26 ottobre 2007

Non buttiamoci giù. Perlomeno, proviamo ad opporre un minimo di resistenza alla forza di gravità. Come promesso, sottopongo alla vostra attenzione un paio di fotine fatte con la nuova digitale, dite voi quella o quelle che più vi piacciono, ammesso che qualcuna vi piaccia. Cliccateci sopra per vederle nelle loro dimensioni reali. I vincitori verranno proclamati con una voce tipo quella che nel programma della Carlucci presenta i membri della giuria.

promenade

grembiuli

cassonetto arrabbiato

500

sedie

Sofia

Limone

composizione

finestra

maniglia


S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 09:54 | link | commenti (41)
mercoledì, 24 ottobre 2007

The long and winding road. Non ricordavo manco di avercela, sull'ipod, questa canzone dei Beatles. Mi capita così, senza preavviso, quando meno me l'aspettavo, mentre percorro realmente una lunga e tortuosa strada. Ma la canzone è perfetta per queste giornate così, grigie, autunnali, senza sole. Procedo a piccoli passi per la mia strada, anche se non so dove porta, con l'intima speranza che prima o poi sarà di nuovo primavera. Why leave me standing here, let me know the way / Many times I've been alone and many times I've cried...


S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 10:06 | link | commenti (26)
martedì, 23 ottobre 2007

simpsonizzatooo

Simpsonizzato. E così alla fine mi son detto: e che diamine, dopotutto l'han fatto tutti o quasi, perché io no? E quindi voilà la mia versione simpsonica, simpsonesca o simpsonizzata che dir si voglia, che a occhio e croce definirei un ritratto iper-realista...
Quei pochi che ancora non l'hanno fatto possono rimediare andando sul sito apposito.


S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 12:41 | link | commenti (27)
lunedì, 22 ottobre 2007

Far finta di essere sani. Le cose che scrivo sul blog sono talmente profonde che a volte io stesso stento un po' a capire i miei post.
Devo rileggerli un paio di volte.
Poi se è il caso magari mi apprezzo, ma mi rimane il dubbio di essermi frainteso. Del tipo che in realtà non c'è niente da capire o di cui vantarsi.


S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 14:38 | link | commenti (32)
giovedì, 18 ottobre 2007
C'è un modo di dire russo che potrebbe essere il titolo di un romanzo e che mi piace assai:

 Non te la prendere con lo specchio se il tuo naso è storto

La cosa curiosa è che l'ho trovato su una fonte abbastanza insospettabile, vale a dire Materialismo ed empirio-criticismo di Lenin ed era citato in una nota. Che poi manco ho finito di leggerlo, il libro di Lenin, era più noioso di un catalogo di articoli in acciaio anodizzato, con tutto il rispetto per l'acciaio anodizzato s'intende eh.


S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 14:41 | link | commenti (38)