LA TENDA ROSSA v.3

Utente: latendarossa
Il 25 maggio 1928 gli uomini che compongono l'equipaggio del dirigibile Italia finiscono per un incidente sul ghiaccio del polo Nord. Si rifugiano in una tenda, che colorano di rosso per farla risaltare in attesa di soccorsi. Verranno salvati due mesi dopo da un rompighiaccio della marina sovietica. La tenda rossa come rifugio per coloro che hanno i piedi per terra e la testa sulle spalle ma la mente ed il cuore altrove.

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venerdì, 31 agosto 2007

Ci sono un paio di film che prima o poi dovrò vedere, sono lì, messi da parte, in attesa di tempi migliori. Oggi ho approfittato di una mattina un po' così - troppe nuvole per andare al mare, poca o nessuna voglia di fare altro - per accorciare la lista e ho inserito nel lettore dvd il cd di Le conseguenze dell'amore di Paolo Sorrentino, che mi è stato regalato a suo tempo da una persona cara. Il film mi è piaciuto tantissimo, è un noir ma anche una bellissima storia d'amore molto struggente che si svolge prevalentemente in un albergo svizzero. Ottimo. L'interprete principale è Toni Servillo, che si cala perfettamente nei panni di un uomo timido, senza gioia di vivere, insicuro, forse impreparato alla vita e all'amore - per certi versi mi ha fatto pensare al Peter Sellers di Oltre il giardino. E qua sotto vi beccate pure il trailer. Insomma, 5 stelline se le merita tutte. Straconsigliato.


S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 15:46 | link | commenti (24)
giovedì, 30 agosto 2007

Libertà e perline colorate. Più che all'altezza delle aspettative il concerto di ieri sera. Paolo Conte è sempre Paolo Conte: non ti delude, mai. Con la sua grazia plebea e raffinata e le scarpe di vernice e i baffi e il sorriso sornione e il piano. E si sa che dove c'è un piano intorno c'è sempre gente che fa baccano, ci sono occhi che ci cercano ci sono labbra che si guardano ecc. Ma del resto è difficile deludere se si può attingere ad un repertorio che annovera canzoni come Sparring partner, Come-di, Sotto le stelle del jazz, Alle prese con una verde milonga, Genova per noi, Molto lontano, e tante altre. Il tutto suonato egregiamente, come solo i polistrumentisti che accompagnano Conte sanno fare, e all'insegna di quel senso dell'altrove che è tipico di Conte [a proposito di senso dell'altrove: vallo a dire a quella signora che seduta affianco a me, mi canticchiava direttamente nell'orecchio tutte le canzoni non prima di aver commentato, ogni volta, "uh questa è bellissima", grazie signora mia].


S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 15:48 | link | commenti (13)
mercoledì, 29 agosto 2007

Via con me. Stasera vado al concerto di Paolo Conte, all'anfiteatro romano. L'ultima volta fu 4 anni fa, quasi un'eternità. Forse porterò con me un accappattoio azzurro - citazione del resto così ovvia che quasi me ne scuso [avrei potuto scrivere "fino ai laghi bianchi del silenzio", oppure "e tramonta questo giorno in arancione" o "un bel mondo dal colore baio, dove c’è il fiume di gennaio" e sarebbe stato lo stesso].


S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 15:20 | link | commenti (26)
martedì, 28 agosto 2007

Tutti al mare. Uno sguardo sull'attualità. Alcuni comportamenti ricorrenti che ho riscontrato in spiaggia quest'estate:

09.00 la famigliola-tipo, padre madre figlio figlia, arriva in spiaggia.
09.01 il padre sistema saldamente l'ombrellone e le sdraio non senza imprecare contro il resto della famiglia che nel frattempo si esibisce con molta bravura nel gesto altrimenti noto come "braccia conserte".
09.02 tolti i vestiti.
09.03 mangiano un panino con la mortadella.
09.04 mangiano un panino col salame.
09.05 mangiano un panino col prosciutto cotto, naturalmente senza polifosfati.
09.06 mangiano un panino col prosciutto crudo.
09.07 bevono un succo di frutta all'ananas.
09.08 la figlia si lamenta perché vuol fare il bagno. La madre le dice che devono passare almeno 12 ore, perché hanno mangiato.
09.10 si spalmano l'un l'altro 4 tipi diversi di protezione solare.
09.12 la figlia si lamenta coi genitori perché il fratello dice che quando lei entrerà in acqua verrà divorata dai piranha.
09.13 la figlia si lamenta coi genitori perché il fratello dice che lei ha il sedere grosso.
09.14 la figlia si lamenta coi genitori perché il fratello le infila sabbia dentro il costume. Il padre interviene dicendo loro di finirla sennò dà un pugno in testa a tutt'e due.
09.15 finalmente stanno zitti, cosa che preoccupa tutto il circondario. Saranno mica morti? Avranno fatto indigestione?
09.16 ma nooooo...arrivano i loro amici. Saluti, baci, abbracci, strette di mano, grida di giubilo, manco fosse un incontro con dei reduci dal Vietnam.
09.25 figli e amici giocano a beach volley. Naturalmente a 30cm da te, particolare che rende la minima distrazione fatale.
09.30 due dissidenti si staccano dal gruppo e iniziano la finale mondiale a racchettoni. La pallina rosa più pazza del mondo.
10.30 arriva l'amico supersportivo in bici (era in viaggio dall'alba ma ci teneva ad arrivare in bici). Convince diversi membri del gruppo ad iniziare la finale mondiale di calcetto. Tifo da stadio.
11.00 sono tutti squagliati. Doccia?
11.05 il figlio più piccolo degli amici, dell'apparente età di non più di 6 anni, sfuggendo al controllo genitoriale, sfreccia su e giù per la spiaggia fingendo di guidare una moto invisibile. Ha in mano un ghiacciolo alla menta, ripeto, un ghiacciolo alla menta.
11.06 prima di esser riacciuffato, il piccolo conclude la sua folle corsa scalciandoti addosso una quantità considerevole di sabbia. Che tenero. Vero che ti piacciono i bambini?
11.20 la famigliola-tipo e i loro amici si organizzano la serata. Che facciamo stasera? Dovremo pur far qualcosa, no? Organizziamo una bella spaghettata? I figli protestano, giustamente, stasera vogliono vedersi con i loro amici. Il padre interviene dicendo loro che faranno come dice lui sennò saranno guai (in realtà l'espressione che usa era un po' più colorita).

[continua...]


S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 15:46 | link | commenti (18)
lunedì, 27 agosto 2007

Non leggere la quarta. Sto leggendo L'uomo della mia vita di Manuel Vázquez Montalbán e devo dire che in questo caso la Feltrinelli ha fatto un passo falso. Precisamente in quarta di copertina. Tra le varie cose il protagonista, il detective-gourmet Pepe Carvalho, riceve sul suo fax misteriosi messaggi anonimi. Si capisce che ad inviarglieli è un personaggio femminile, e che, a giudicare dalle molte cose che sa, Carvalho l'ha già incontrata in qualche romanzo precedente. Quindi il lettore rimane sulle spine, si domanda chi possa essere. Ebbene, se leggi la quarta di copertina trovi scritto per nome e cognome di chi si tratta e che intenzioni ha - e in questo modo una delle situazioni escogitate dall'autore per tenere alta la suspence della vicenda va a farsi benedire. Mi domando chi è che scriva le note di quarta di copertine e dei risvolti senza tenere conto del fatto che uno acquista il libro proprio per il gusto di scoprirle da sé, certe cose.


S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 15:33 | link | commenti (21)
domenica, 26 agosto 2007

Cartoline dal futuro. Devo ammettere che la tentazione di scomparire nel nulla come Elvis, per poi alimentare la mia leggenda imperitura e le leggende metropolitane e i presunti avvistamenti era molto ma molto forte, ma poi all'ultimo minuto la CIA dice che hanno tagliato i fondi e non può garantire la copertura necessaria - cosìcchè non se ne è fatto più niente. Tutti vi starete certamente chiedendo come mai non vi sono arrivate cartoline dal sottoscritto. Bella domanda. Semplice, perché non ve le ho mai inviate. State comunque pur certi che dal futuro ve ne invierò una.


S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 12:29 | link | commenti (28)
giovedì, 02 agosto 2007

Staccare la spina. Elton John dixit: "Per colpa di Internet la gente non esce più, non socializza, sta in casa per conto proprio". E propone di spegnere internet per 5 anni. Nella malaugurata ipotesi che Elton John diventasse un giorno capo del mondo, e secondo i suoi propositi fin qui enunciati decidesse di staccare la spina ad internet, noi come si farebbe? Niente siti, niente download, niente motori di ricerca, niente posta elettronica, niente chat, niente community tipo flick, niente blog. Astinenza per 5 lunghi, lunghissimi anni. Pensaci bene, riusciresti a tornare indietro a quell'epoca della tua vita in cui non c'era niente di tutto questo? Se la risposta è no, ti conviene incrociare le dita e sperare che ad Elton John  non vada troppo stretta la carriera artistica.


S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 13:50 | link | commenti (59)
mercoledì, 01 agosto 2007

Spensieratezza. Ho finito di leggere L'Italia spensierata di Francesco Piccolo, ironico tour dell'orrore nell'Italia che affolla gli studi televisivi per partecipare a Domenica In, che frequenta gli Autogrill, va a Gardaland o a Natale non si perde l'ultimo film di Boldi e De Sica.
Pregi del libro: a tratti divertente, ironico, simpatico. Certe riflessioni sui riti di massa. Così come quando parlando del comico televisivo standard ne individua il prototipo nella figura del classico compagno di scuola che amava prendersela "con i deboli, gli storpi, i timidi, gli effeminati, persino con quelli che avevano un cognome strano. Lui, da solo, senza un punto di riferimento, non era simpatico. Lo diventava solo grazie all'accanimento verso qualcuno" [p. 30]. E altre pagine, puntuali, sull'assenza di fantasia e la sospensione della credulità nei film commerciali - dove non conta tanto la trama, che può risultare ad un'analisi razionale del tutto priva di logica, e dove, anche in virtù di un distacco netto tra attore e personaggio, "non sono le cose che accadono a far scaturire eventi e dialoghi e quindi la comicità, ma il contrario" [p. 104].
Difetti del libro: a volte certe descrizioni si attardano un po' troppo, avrei tagliato qua e là, specie nell'ultima parte. E poi: il fatto è che la partecipazione dell'autore ai riti della massa ha regolarmente lo stesso esito: il rifiuto. In altre parole, la descrizione si trasforma in giudizio. Ovviamente negativo. Perché ovviamente non c'è niente di male nelle Notti bianche o nell'andare a vedere i film di Boldi e De sica, questo no, l'autore lo ripete ad ogni pagina. Infatti - è la conclusione - ognuno ha diritto, nella vita, a sentirsi un po' stupido. Ma scusa, se già lo sapevi da prima, che son cose da stupidi, che senso ha? Così alla fine si ha solo l'impressione che, stringi stringi, Piccolo non cerchi altro che la conferma della propria diversità, quindi dei propri pregiudizi.
E poi il finale atroce sul quale vorrei soffermarmi. In conclusione l'autore sogna di vivere "in una Roma diversa, guidata da un sindaco incazzato e un po' fascista che quando sentiva la parola cultura scoppiava a ridere e sputava per terra con trasporto simbolico; che se ne fregava se un teatro storico moriva, anzi era un po' contento.." e via di questo passo. Ovviamente nel sogno l'autore non vota per lui, ma per il suo avversario "colto, intelligente e con tante meravigliose idee. Ma grazie a Dio, avevamo perso". Sarà, ma a me ha fatto molta impressione questo finale qui, scritto da un intellettuale di sinistra che pubblica con Feltrinelli e che scrive sceneggiature per Nanni Moretti...suggerirei a Piccolo di andare a leggersi i testi di Siegfried Kracauer, che nella Berlino di Weimar affrontava temi analoghi [i romanzi polizieschi, il cinema delle commesse dei grandi magazzini, ecc.] con ben altro atteggiamento.


S.O.S. inviato da latendarossa alle ore 16:35 | link | commenti (9)