That's my opinion. Qualche tempo fa Perla mi chiese di rispondere alle domande di un piccolo questionario relativo al blog. La ringrazio per avermi coinvolto nell'iniziativa, alla quale ovviamente oltre al sottoscritto hanno partecipato anche altri blogger. Se siete interessati, potete leggere le mie risposte qui.
E' stata anche un'occasione per riflettere su cosa abbia significato per me in tutti questi anni il blog. Pensare e ripensare alle persone che ho conosciuto grazie ad esso, quelle che ci sono, quelle che non ci sono più. Considerato poi quello che avevo prima, che qualcuno di voi ha fatto in tempo a conoscere, mi sono reso conto di essere blogger dal gennaio 2003. Caspita, cinque lunghi anni di buone cose di pessimo gusto, mica poco eh. È chiaro che col tempo sono cambiato io, ed è cambiato anche il mio modo di gestire questo spazio. Da un certo momento in poi ho deciso che avrei scritto qualcosa tutti i giorni o quasi. Un modo come un altro per provare a cercare quotidianamente di rendere ogni giorno degno di essere ricordato. Non sempre ci si riesce, pazienza. Più modestamente, per me scrivere su questo blog è un po' come attaccare dei post-it al frigo: qualcuno li leggerà, se ne ha voglia, quando la cosa gli va, se gli va.
Il fatto è che il blog, come la vita, non c'ha allegato il libretto delle istruzioni. Ma dopotutto se anche ce l'avesse, queste sarebbero in finlandese, come quelle del videoregistratore.
[baustelle - un romantico a Milano]
cosa fuggi non c'è modo di scappare
ho la febbre ma ti porto fuori a bere
non è niente stai tranquilla è solo il cuore
porta ticinese piove ma c'è il sole
quando il dandy muore fuori nasce un fiore
L'invenzione dell'esperanto. Che sarebbe poi la lingua nella quale finisci per comunicare col ragazzo rumeno studente Erasmus venuto a chiederti informazioni: lui parla un po' in italiano e un po' in inglese, aggiungici un pizzico di francese, cosicchè il dialogo tra noi si svolge contemporaneamente in tutte e tre o, se si preferisce, in nessuna di queste lingue. Chissà come si dice "coraggio, è lunedì" in rumeno.
Il dilemma dell'ascensore. "Mettetevi davanti a un ascensore. Normalmente ci sono due frecce, una rivolta verso l'alto, l'altra rivolta verso il basso. Siete, poniamo, al terzo piano, e il display dell'ascensore ci dice che la cabina è al secondo piano. Voi dovete scendere al pianterreno.
Domanda: quale delle due frecce premete, quella rivolta verso l'alto (la direzione che deve seguire la cabina per arrivare al terzo) o quella rivolta verso il basso (che è dove volete andare voi, una volta che sia arrivata la cabina)?"
Maurizio Ferraris
Il tunnel delle multe. Ontologia degli oggetti quotidiani
Einaudi
p. 92
L'umanità si divide in tre grandi categorie: quelli che premono la freccia rivolta verso l'alto, quelli che premono le freccia rivolta verso il basso, e quelli che prendono le scale.
Calci e sputi e colpi di testa. C'è qualcosa di peggio che perdere una partita: perderla a tavolino, senza averla disputata. Non potrai mai sapere come sarebbe andata se tu avessi potuto giocartela fino in fondo, se ti fosse stata data l'opportunità di. Resterai a vita un perdente che ha perso ancora prima di scendere in campo.
Facciamoci del male. Chissà che cosa si prova, caro Uòlter, nel sentire il presidente del consiglio definirti "il principale esponente dello schieramento a me avverso" e subito dopo concludere il proprio discorso dicendo "se pò ffà, ce la possiamo fare". Di certo non dev'essere stato un bel momento. E chissà cosa si prova nel sentire il presidente della camera - che dovrebbe garantire a tutti i parlamentari, qualunque sia il loro schieramento di appartenenza, di esercitare il diritto alla libertà di parola - dire a Di Pietro che se uno viene interrotto, dopotutto dipende anche da quel che dice. Ah beh. E ancora, chissà cosa si prova nel vedere Casini solidarizzare sempre con Di Pietro, mentre dai banchi del Pd non parte neanche un applauso per l'ex alleato. Continuiamo così eh. Ce la possiamo fare.
Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei. Il grigiore e la pioggia di questi giorni sembravano voler riportare indietro il tempo e le stagioni, quasi come un discorso lasciato a metà o forse ripreso, sì ma da qualcun altro. Si vede che avevo equivocato o che mi era sfuggito qualche particolare di non secondaria importanza: infatti oggi è già sereno - nel migliore dei mondi possibili. Del resto, l'autunno ha sede nella cavità toracica, al di sopra del diaframma e fra i due polmoni, come suggerisce l'atlante anatomico.
Ci si incassa. È bello camminare in una valle verde ed è bello di tanto in tanto inventarsi un meme. Così oggi ho pensato, giusto per scacciare la monotonia di questo giorno in grigio [piove], di proporvi il seguente giochino: elencare 6 cose che mi irritano e mi infastidiscono, insomma che mi fanno incassare. Proprio così. L'ingresso è libero: chiunque voglia riprendere il meme è caro agli dèi.
Ecco qui le mie 6 cose che mi fanno tanto incassare:
1 la nuova confezione del Gran Soleil, che per aprirla devi usare come minimo le cesoie
2 il marito di Cate Blanchett [thanks to Noodles for ispirescion]
3 ad un quiz in televisione, sapere quale è la risposta giusta e contemporaneamente vedere il concorrente che opta per quella sbagliata
4 sentire qualcuno che canta/suona la tua canzone preferita, e stona clamorosamente
5 chi ti dice, con aria trionfale: "Io te l'avevo detto!"
6 la frase: "beato te che sei da solo e non hai legami"