Mi stupisce sempre constatare come persone diverse per età cultura e marca preferita di lucidalabbra, che non si conoscono tra di loro, ecc. in situazioni e contesti simili finiscano per reagire allo stesso modo, addirittura usando le stesse testuali parole.
Stamattina dovevo prendere il pullman e così, uscendo di casa, mi sono diretto verso la fermata. Per strada ho visto arrivare il mezzo arancione, ma ero troppo lontano, e così neanche ho tentato di mettermi a correre per raggiungerlo. Mentre aspettavo che passasse quello successivo, ripensavo a quale potesse essere stata la causa "decisiva" della mancata coincidenza, insomma quella che se fossi uscito di casa un attimo prima mi avrebbe permesso di beccare il pullman: forse, se non avessi indugiato quel minuto in più a letto o sotto la doccia? O se non avessi intinto l'ultimo frollino nel the o mi fossi lavato i denti meno lentamente o avessi fatto le scale di corsa? Istanti, attimi brevissimi, minimi, che durano un battito di ciglia ma che sommati, addizionati, collezionati ci fanno arrivare tardi nella vita. Va beh che mentre mi ponevo quesiti di questo tipo, così angoscianti, è arrivato il pullman e sono salito.

Stanotte ho fatto un sogno, e in questo sogno gli interruttori, anziché accendere o spegnere la luce, facevano diventare gli ambienti e le persone al loro interno colorati o in bianco e nero.
Dietro l'aria compassata e dietro gli occhiali tondi di Michael Nyman si nasconde un vulcanologo: non appena si siede al piano, appare evidente che nella sua musica - a prima vista intimista e minimale - scorre un fiume di lava incandescente. E mentre scorrono le immagini del film À propos de Nice di Jean Vigo, si ha l'impressione che sia il film ad accompagnare l'esecuzione di Nyman e non il contrario.
Sono appena passato a Vista e già rimpiango Ics Pi.
Ebbene sì, lo ammetto: stamattina mio fratello ha messo il cd con le Greatest Hits di Michael Jackson.
L'altro giorno ho aiutato un amico a traslocare. Oddio detta così sembra abbia fatto chissà che, in realtà l'ho solo aiutato a trasportare un paio di dischi e un puffoletto. Dopo, per riprenderci dalla tremenda fatica, abbiamo fatto visita alla gelateria sotto casa. Ma oltre a questo, non è secondario il fatto che l'amico si stia prendendo una lunga pausa di riflessione dalla moglie e dunque la casa dalla quale sta traslocando era quella tipica di un single, piccola ma dignitosa un po' incasinata ma soprattutta piena zeppa di libri e musica. Ci sono buone probabilità che anche quella nella quale si sta spostando diverrà simile alla prima. Io non ho potuto fare a meno di rifletterci su, mentre rientravo a casa - nella mia casa non-da-single - e pensare che forse anche io dovrei/potrei cominciare a prendere in considerazione l'idea di andare a vivere per conto mio, in una casetta tutta mia. E che sarà mai.
Elenco - ridotto e approssimativo - di alcuni dei motivi per i quali questo non è il migliore dei mondi possibili: 1) non potete utilizzare il vostro computer per più di 10-15 minuti: infatti, una volta superata la soglia temporale sopraindicata, surriscaldato, questi si spegne da sé, qualunque cosa voi stiate facendo, fosse anche scrivere una mail luuuunga lunga e importante, e dovrete aspettare una mezzoretta buona perché, sfreddattosi, lo si possa riaccendere; 2) ovviamente la mail non l'avete salvata, vi tocca riscriverla, mezz'ora dopo; 3) splinder fa i capricci e si mangia post e commenti varii; 4) qui non ci siete voi ma c'è lui; 5) da ieri sebbene sia estate qua invece il cielo appare nuvoloso e così poco estivo. Eventuali aggiunte e/o continuazioni dell'elenco sono gradite.







